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Provincia, operazione «Re Mida»: l’11 ottobre il braccio destro di Villani in Tribunale

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settembre 9, 2012 di mariacuonocommunication

Soldi pubblici a Onlus fantasma: giudizio immediato per Vittorio Aliberti e Giovanna Musumeci. La giunta Cirielli si costituisce parte civile

Salerno. Re Mida: processo per Vittorio Aliberti, ex braccio destro di Angelo Villani, e per Giovanna Musumeci, responsabile contabile dell’ufficio presidenza della Provincia. Il gip Sergio De Luca ha disposto per i due arrestati, nell’ambito dell’inchiesta per i finanziamenti alle finte Onlus, il processo per il prossimo 10 ottobre dinanzi alla prima sezione del Tribunale di Salerno. Entrambi agli arresti domiciliari, Vittorio Aliberti e Giovanna Musumeci sono accusati di avere – tra il 2005 e il 2009 – distratto circa un milione di euro dalle casse della Provincia, attraverso finte associazioni senza scopo di lucro. L’ente, proprio nella giunta di ieri, ha deciso di costituirsi parte civile contro l’ex esponente dello staff di Villani e la funzionaria contabile dell’ufficio di Presidenza, ritenuti tra i maggiori responsabili del raggiro che coinvolge anche altri funzionari, nonché l’ex marito di Giovanna Musumeci, Mario Bisogno, Sabrina Primaverile, moglie del fratello di Aliberti e la funzionaria della Provincia Pamela De Leo. Questi cinque furono arrestati dalla finanza per peculato aggravato e continuato. Dopo l’arresto Primaverile, De Leo e Bisogno erano stati scarcerati. Mentre per Aliberti e Musumeci – le due menti del gruppo – furono confermati gli arresti. Nei mesi scorsi entrambi avevano reso delle dichiarazioni “ammissive” tanto da spingere il pm a chiedere per entrambi il giudizio immediato, fissato per il 10 ottobre prossimo. Restano per il momento nella fase delle indagini le posizioni degli altri funzionari, ed eventualmente di altri indagati nell’inchiesta, coinvolti dopo le dichiarazioni rese dai funzionari arrestati.

L’operazione Re Mida ha fatto emergere fino ad ora i corposi finanziamenti pubblici elargiti dalla Provincia dell’era Villani nei confronti di alcune Onlus in particolare che facevano capo ad Aliberti e ai suoi familiari o amici. Circa un milione di euro i contributi elargiti ad associazioni create ad hoc per intascare i finanziamenti. Per i due principali indagati Aliberti e Musumeci è scattato il giudizio immediato, al quale – probabilmente nei prossimi giorni – il difensore opporrà una richiesta di rito abbreviato. Hanno sostanzialmente confessato quanto scoperto dalla Guardia di Finanza. L’indagine coinvolge, oltre ai 5, altri 16 indagati tra cui funzionari ed ex dirigenti della Provincia che avrebbero omesso il controllo sulle determine ed i mandati di pagamento ed altri rappresentanti di associazioni beneficiarie dei fondi. Le indagini partirono da una segnalazione del Presidente della provincia, Cirielli, il quale appena insediatosi nel 2009 rilevò delle anomalie ed istituì una commissione di verifica sull’utilizzo dei fondi pubblici sulla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Le indagini approfondirono anche le modalità di erogazione dei fondi e su come sparivano. I soldi venivano accreditati – con decreti di pagamento della Musumeci – sui conti correnti di Bisogno e poi parte di denaro veniva prelevato in contanti, oppure versato con bonifici sul conto corrente dell’ex moglie. Un giro di circa un milione di euro.

Ro. Fe. a pag. 8 di Metropolis (8 settembre 2012) e su Trasparenza & Legalità

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