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Il COVID19 ha fermato i paesi, ma i tumori infantili non si arrestano

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marzo 31, 2020 di mariacuonocommunication

trenta ore per la vitaSono settimane difficili per il nostro paese e per il mondo intero a causa della condizione di emergenza sanitaria causata dalla pandemia di COVID-19. In più, le recenti misure restrittive messe in atto dal governo stanno comportando importanti cambiamenti nella vita quotidiana di tutta la popolazione ed in particolare delle famiglie più fragili, che tutti i giorni devono affrontare le sfide che la malattia dei propri bambini comporta.

Oggi la sfida è ancora più dura. Il COVID-19 ha cambiato di nuovo la vita dei bambini e dei loro genitori, rompendo tutti gli equilibri che a fatica erano riusciti a costruire all’interno dei luoghi di accoglienza e all’interno dei reparti di onco-ematologia pediatrica.

Trenta Ore per la Vita, soprattutto in questo momento di grande emergenza, vuole continuare a sostenere le famiglie più fragili.
Perché il COVID-19 ha bloccato i paesi, ma i tumori infantili non si arrestano.

Ora più che mai bisogna garantire ai bambini malati di tumore e alle loro famiglie l’accoglienza e le cure migliori anche in tempi di Coronavirus.

Siamo in Emergenza, aiutamo a sostenere i bambini malati di tumore e le loro famiglie grazie al Progetto Home di Trenta Ore per la Vita.

Trenta Ore per la Vita ha attivato su facebook una raccolta fondi: https://www.facebook.com/donate/526803191372734/

Anche Lorella Cuccarini ha condiviso la raccolta fondi sulla sua pagina fan ufficiale di facebook: https://www.facebook.com/lorellacuccariniofficial/. Ricordiamo il costante impegno della nota conduttrice televisiva nel sociale, che oggi, accanto ad Alberto Matano si trova a far fonte, a La Vita in Diretta, a tutto ciò che sta succedendo nel mondo a causa della pandemia. Lo scopo è quello d’informare i telespettatori.

Chiusa questa parentesi. Ritorniamo al ‘Progetto Home’.

Progetto Home’ – Case Famiglia Trenta Ore per la Vita ha come obiettivo realizzare case famiglia nelle vicinanze di centri specializzati nella cura delle patologie oncologiche in età pediatrica.

Nonostante la ricerca abbia fatto passi in avanti, infatti, i centri specializzati in onco-ematologia pediatrica non sono presenti in tutto il territorio italiano e, secondo l’ultimo rapporto del Censis, in Italia sono 71.000 i minori ricoverati fuori dalla loro regione, mentre l’80% dei pazienti affetti da tumori e leucemie migrano verso le regioni del centro-nord. Un dato che segna la costante crescita del fenomeno della migrazione sanitaria, con relativi costi sostenuti dai pazienti: la spesa media annua infatti per un paziente oncologico ammonta a circa 7.000 euro tra “costi diretti” e viaggi. Alla luce di questa situazione, il Progetto Home intende fornire, gratuitamente, un luogo amico per garantire ai bambini e alle loro famiglie il sostegno psicologico e materiale necessario durante l’intero periodo delle cure.

Il progetto ha una lunga storia: la prima casa famiglia Trenta Ore per la Vita è nata a Pescara nel 2009 e, ad oggi, ha superato le 33.000 presenze accogliendo i bambini malati e le loro famiglie durante il periodo delle terapie, garantendo loro la possibilità di soggiornare gratuitamente in un ambiente accogliente e vicino al centro di cura.

Tra il 2014 e il 2016, l’Associazione ha contribuito inoltre a finanziare la ‘Casa di Alice’ a Napoli, la ‘Casa di Fausta’ a Modena, il ‘Villaggio del sorriso’ a Pisa.

I progetti attivi sono in collaborazione con:

AGBE onlus
 (Associazione Genitori Bambini Emopatici) e si pone l’obiettivo di contribuire a finanziare il primo step dei lavori di ristrutturazione di una seconda Casa Famiglia a Pescara, che andrà ad ampliare la capacità ricettiva della Casa Famiglia Trenta Ore per la Vita realizzata nel 2009, per rispondere alla crescente domanda delle famiglie con bambini in cura presso l’Ospedale Spirito Santo.

AGEBEO (Associazione Genitori Bambini Emato-Oncologici) e amici di Vincenzo onlus, l’obiettivo è quello di realizzare il terzo step dei lavori del “Villaggio dell’Accoglienza Trenta Ore per la Vita per Agebeo” con la realizzazione completa delle strutture in cemento armato e delle tramezzature. Il complesso che si realizzerà all’interno del lotto assegnato dal Comune di Bari all’associazione AGEBEO interesserà esclusivamente il piano terra. Saranno ricavate dieci unità, di cui otto di tipologia abitativa, ciascuna delle quali può ospitare sino ad un massimo di quattro posti persone. Con l’edizione del 2014 e 2016 Trenta Ore per la Vita ha contribuito a realizzare due step dei lavori.

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