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In esclusiva l’intervista a Vincenzo Bocciarelli

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dicembre 10, 2020 di mariacuonocommunication

La giornalista Maria Cuono intervista Vincenzo Bocciarelli, pittore, autore, attore teatrale, televisivo, cinematografico e regista. L’artista ci descrive il suo percorso professionale e ci racconta le difficoltà che tutt’ora si trovano oggi tantissimi artisti.

La Pandemia ha messo ancor più in ginocchio il settore dello spettacolo e Vincenzo durante il primo lockdown ha scritto il suo primo libro dove ci svela come resistere alla pandemia.

Vincenzo Bocciarelli, attore teatrale, televisivo, cinematografico e scrittore, quando nasce la tua passione per il mondo dello spettacolo?

Non ricordo esattamente quando la scintilla del sacro fuoco dell’arte si sia accesa dentro di me ma sicuramente la maggior parte della mia vita l’ho vissuta come attore. Ci sono nato.

Tanto teatro per Bocciarelli. Hai scritto, diretto e interpretato I segreti dell’anima One-Man Show. Che caratteristica rivestiva il tuo ruolo? 

Mi fa piacere ricordare la bellissima esperienza dell’antologia dei “Segreti dell’Anima”, lo spettacolo che ho ideato e messo in scena qualche anno fa e che ho rappresentato tra l’altro nei più bei musei d’Italia durante l’iniziativa del Mibact “Una notte al Museo”.

Recentemente ho avuto modo di incontrarmi con l’attrice e amica Emanuela Tittocchia che è stata mia compagna di scena nello spettacolo con un bellissimo omaggio a Monica Vitti.

Non escludo l’idea di riprendere lo spettacolo appena potremo di nuovo riaprirci all’abbraccio verso il pubblico.

Hai portato il tuo spettacolo Anima migrante nei più importanti luoghi museali e archeologici. Parliamone.

Come ho già accennato l’antologia ideata e diretta da me, “I Segreti dell’anima”, si plasmava e prendeva forma adattandosi agli spazi nel quale prendeva vita attraverso una commistione tra musica, canto, danza e recitazione. Per esempio Anima Migrante fu realizzato al Museo di Villa Borghese dove il pubblico entrando, poteva “migrare” da una postazione all’altra, da un’opera e l’altra, seguendo l’iter teatrale con voce e musica che accompagnavano il pubblico e gli attori in una splendida danza emotiva.

In Duras Mon Amour eri il protagonista. Che ricordo hai?

Ho un bellissimo ricordo. Un personaggio che ho amato e che mi ha lasciato molto. Ricordo gli applausi e l’amore del pubblico durante le repliche al Piccolo Teatro Eliseo. E’ stata l’occasione per approfondire la vita di una grande scrittrice che ci ha lasciato il sapore graffiante della scrittura che purtroppo oggi giorno è un ricordo lontano.

Hai ricoperto tantissimi ruoli anche al cinema e in televisione. Incantesimo 5 e Orgoglio che cosa ti hanno dato?

Il privilegio di prendere parte a prodotti televisivi che hanno fatto epoca. Sono già storia. Come tutto ciò che nasce all’insegna della qualità e con intelligenza, restano nel tempo. Si eternano.

Hai lavorato anche nella miniserie televisiva dedicata al grande Domenico Modugno. Che cosa hai provato?

Ricordo una grande emozione vedendo gli ascolti record avvolti dalla musica e dal ricordo di un cantante straordinario.

Ci risulta che tu sia anche pittore. Hai realizzato diverse mostre? Raccontaci

La pittura è parte integrante della mia vita artistica. Ma in modo silenzioso e intimo. Amanti dell’arte mi commissionano spesso opere realizzate da me e questo mi crea un’emozione particolare ed unica perché ogni volta una parte di me resta impressa sulla tela e nei colori che traducono il vortice della mia interiorità. La stessa emozione la provo quando le mie opere vengono esposte nei musei come durante l’ultima esposizione al Santa Maria della Scala di Siena del mio “Il sogno del cavallo” mostra organizzata da Elena Conti e che ha riscosso un notevole successo nonostante le norme di distanziamento e il difficile periodo.

Dal marzo 2020, durante il lockdown causato dal COVID-19, hai ideato e condotto dalle mura domestiche, tramite il tuo profilo Facebook, il “Bocciarelli Home Theatre” per portare il teatro nelle case dei tuoi fan e trasmettere così un senso di speranza e positività. Ne approfitto per chiederti come hai vissuto il primo lockdown, non deve essere stato facile per voi artisti. Raccontaci

Paradossalmente il mio primo lockdown mi ha visto reattivo e carico di una forza incredibile. Ho reagito come un soldato in guerra pensando di riuscire a spostare l’impossibile. Poi anche io dopo un po’ ho ceduto e mi sono sentito schiacciato dall’oppressione del dolore, nell’assistere a tutte le notizie di morte e di malattia che giorno dopo giorno sempre più prendevano il sopravvento su tutti noi. La scrittura mi ha aiutato molto e la condivisione con gli amici e il mio pubblico. Ma soprattutto mi ha aiutato la preghiera. Un supporto importante per me. Per noi artisti vederci tolta la possibilità di vivere del nostro mestiere e vederci catapultati in un’altra dimensione è profondamente destabilizzante. All’inizio ho supplito con le dirette del “Bocciarelli Home Theatre” ma poi a poco a poco ho percepito la nostalgia del palcoscenico e del set e dei compagni di lavoro e mi sono sentito smarrito. L’importante comunque è non abbattersi e continuare a combattere, e non mollare mai.

Il 22 luglio 2020 debutti con il tuo primo libro intitolato “Sulle ali dell’arte” edito da “Accademia Edizioni ed Eventi” in cui racconti l’esperienza del “Bocciarelli Home Theatre”: come resistere ad una pandemia attraverso la poesia, il teatro e la bellezza dell’arte. La domanda é proprio questa: come resistere per non soccombere? 

La metafora di tutto questo è proprio racchiusa nelle pagine del mio libro, che vogliono regalare al lettore, l’invito ad avere un approccio nuovo nei confronti della vita. Uno sguardo che ci illumina e pone la nostra esistenza sotto una nuova prospettiva. La poesia, l’arte, il teatro, la bellezza dell’arte sono necessari, profondamente necessari come “antidolorifici” dell’anima per resistere, proteggerci dalla foga impetuosa di questo “tsunami” che ci sta colpendo. Tutto ciò che ci fa elevare, crescere e progredire è in sintonia con il senso vero, autentico dell’esistenza. Tutto il resto passa. Solo l’amore resta.

Sei anche insegnante di recitazione. Come spiegheresti a un tuo allievo l’importanza dell’arte.

L’arte non si può spiegare. L’arte si percepisce. Si annusa, si tocca si vive. E se ci si accorge di non averla, di non possederla dentro, si può, con grande sacrificio e impegno cercare di sviluppare i sensi e gli strumenti per imparare a percepirla, a riconoscerla. Dovrebbe essere la prima materia educativa nelle scuole, come le civiltà antiche.

Vincenzo Bocciarelli che progetti ha per il prossimo futuro?

Sto reagendo a questo “tsunami” grazie all’incontro e alla condivisione della passione e all’amore del cinema con un gruppo di lavoro eccezionale. Sono sul set di un film di cui non posso anticipare troppo. Sono diretto dall’attrice e regista Anna Marcello e la pellicola si intitola “lockdownlove.it”.

Vi posso assicurare però che nonostante le acrobazie tra un tampone, una mascherina e l’altra, l’impegno e la passione trasmessa da tutti gli attori e la troupe è un’emozione pazzesca si apprezza ancor di più, in questo caos esistenziale, il privilegio di poter vivere il set.

Tutto lo staff di Maria Cuono Communication fa un grosso in bocca al lupo al nostro amico Vincenzo per suoi prossimi progetti augurandogli di realizzare al più presto tutto ciò che desidera con l’intento di mettere ancora una volta a disposizione del suo pubblico tutta la sua professionalità, l’energia, la passione e l’entusiasmo attraverso il suo lavoro, un mestiere che non è tenuto molto in considerazione dalle Istituzioni.

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